BEPI VIGNA, SI è FATTO TARDI
Due storie, due vite: quella di Massimiliano, giovane laureato che cerca di diventare avvocato, e quella di Ciro, che ha scelto la “lotta armata” che dovrebbe portare alla rivoluzione. Due strade che per caso s’incrociano, costringendo entrambi ad una riflessione che mette in discussione le loro scelte, quando Ciro, scappando da un covo di brigatisti, si nasconde in casa di Massimiliano, che così si trova, suo malgrado, a dare un contributo fattivo alla causa comunista, a cui non si è mai sentito davvero vocato. Proprio lui, che al liceo era emarginato perché non abbastanza di sinistra.
"Massimiliano, in fondo, temeva di essere un qualunquista; di sinistra, certo, ma sempre qualunquista. Un compagno a parole, di quelli che non rischiano mai il culo. Eppure, quando ripensava alle manifestazioni, alle assemblee, alle discussioni, provava una strana nostalgia. Non era nostalgia per qualcosa che aveva vissuto, ma per il clima di possibilità che aveva respirato. Nostalgia delle occasioni che l’età e il periodo storico gli avevano offerto, senza che lui avesse il coraggio di coglierle. Troppo giovane nel Sessantotto, troppo prudente nel Settantasette, troppo vecchio ora."
[Aìsara]